SEZIONE BIBLIOLOGICA

 

A1. Scheda IGI ricontrollata su ISTC

PLINIUS SECUNDUS, Caius. Historia naturalis. [Precedono:] Caius Caecilius Plinius, Epistola ad Marcum; Epistola ad Tacitum; Svetonius, De Plinio; Tertullianus, De Plinio; Eusebius Pamphilus, De Plinio. [Segue:] Andreas Aicardus, Disticha; Philippus Beroaldus, Correctiones ad Nicolaum Ravacaldum. Parma, Andrea Portilia, id. febr. [13 ii] 1480. 2°, rom.

A2. Bibliografia

H – C – R

GW

Goff

BMC

IGI

H 13093

 

P792

vii, 936

7884

B. Sede e collocazione

Milano, Biblioteca Trivulziana, Triv. Inc. A 119

C1. Materia, se diversa dalla carta

 

C2. Misure in mm

Fogli

420 x 286

Specchio

287 x 160

C3. Integrità e stato di conservazione

Integro

x

Lacunoso

 

Stato di conservazione

Qualche buco di insetti infestanti, specie nelle carte iniziali. Grandi macchie di umidità nei margini delle carte iniziali, di alcune carte centrali e di molte delle finali; altre macchie nel m.est. di cc. s6-s7; una macchia d’inchiostro nel m.inf. di c. a5r. La c. a6 è strappata nel m.inf. e restaurata; la c. o2 è strappata e restaurata al verso; la c. A2 è strappata e restaurata al recto. Strappate nel m.inf. le cc. N3-N4. Alcune carte rinforzate con listelle di carta nel m.int. e, più raramente, nel m.inf.

C4. Legatura

Moderna.

C5. Decorazione

Segni di paragrafo in inchiostro rosso; iniziali di testo alte 2-3 righe in inchiostro rosso lungo tutto il volume.

C6. Note di possesso, ex libris

Ricg. ant.: ex libris di Carlo Archinto [E. Bragaglia, Gli ex libris italiani dalle origini alla fine dell’Ottocento, ii, Milano 1993, n° 464; su di lui, Dizionario biografico degli italiani, iii, Roma 1961, 759-761]. Sotto: ex libris Cazzamini-Mussi.

 

SEZIONE "POSTILLE" (per ogni singola mano) / mano 1

 

A1. Strumento di scrittura

Lapis

 

Penna

x

Biro

 

Altro

 

A2. Inchiostro

Bruno chiaro

 

Bruno scuro

x

Nero

 

Rosso

x

Grigio

 

Altro

 

 

A3. Lingua

Gr.

x

Lat.

x

Volg.

x

Altro

 

A4. Datazione

Sec. xv-xvi

 

B. Posizionamento

Interlinea

x

Corpo del testo

x

Margini

a. esterno x

b. interno x

c. superiore x

d. inferiore

Interfolii

 

Carte aggiunte

a. all'inizio

b. in fine

Carte di guardia

Risguardi

 

C1. Quantità

Fitte

Nonostante la maggior parte delle postille sia costituita da brevi notabilia di poche parole, la disposizione risulta piuttosto fitta su molte carte. Alle postille rosse, che sono le più numerose, si affiancano meno numerose postille in inchiostro bruno scuro.

Limitate

 

Rare

 

 

C2. Distribuzione

Integralmente postillato

L’incunabolo è integralmente postillato e la mano modifica il modulo con l’andare delle carte, mentre cambia, anche se lievemente, il colore rosso dell’inchiostro: le note devono essere state apposte in tempi successivi. Le postille in inchiostro bruno scuro sono decisamente meno numerose, ma anch’esse estese all’intero volume.

Postillato limitatamente

ad alcune sedi

 

Scarsamente postillato

 

 

C3. Tipologia

Collazione

 

Emendazione

Inchiostro rosso: emendazioni nel corpo del testo (es. cc. f2v, f5v).

Commento

Inchiostro bruno: piuttosto rare le postille di commento; si segnala il lungo commento dopo un notabile a c. h5r (cfr. trascrizione).

Note linguistiche

Inchiostro rosso: segnalazione del corrispondente volgare di un termine (c. o6v: Nu(n)c vulgari no(m)i(n)e d(icitu)r / La bazana ultramare).

Inchiostro bruno: traslitterazione in greco di parole greche scritte in latino nel testo, con l’indicazione .i. e il corrispondente latino (es. c. a4v).

Disegni o diagrammi

Inchiostro rosso

Sottolineature in interl. (es. cc. c4r, d7v) o in verticale lungo le righe del testo (es. cc. c4v, c7v, c8v).

Qualche greca o piccolo disegno geometrico in m. al testo (es. cc. c5r, d2v, f3r, f4r, f8r, g7r, g8r, l3r, l6r, m2v, m3r, p3r, q2r, q6v, t1v). Alcune note sono circondate da un disegno geometrico (es. cc. m3r, q5r, u2v, u3r).

Manicula affiancata alla sottolineatura verticale di un passo a c. r7v.

Segno di paragrafo all’inizio di numerose frasi, spesso accompagnato da due barrette oblique sulla lettera iniziale della frase, alla maniera dei manoscritti. Un segno di paragrafo di dimensioni maggiori, a riempire uno spazio bianco nel corpo del testo, a c. m8v.

Inchiostro bruno: un piccolo disegno nel m.e. di c. s6v.

Altro

Inchiostro rosso

La mano appone lungo tutta l’estensione del volume questi elementi:

  • notabilia, anche in lunghe colonne, nel m.e. delle carte (es. cc. d5v, d7v, h2v, h5v, n3v, p1r, p1v, p2v, H5r): si tratta del tipo di intervento più diffuso. In alcuni casi, in presenza di lettere tonde o grandi, una lettera più piccola è inserita all’interno della lettera tonda o di maggiori dimensioni (es. cc. c6r: Q(ui)d; d5v: Hispania; d7r: De; f5r: Divisio; h3r: De; i1v: Domitius).
  • numerazione progressiva, in parte romana e in parte araba, nel m.sup.

Si segnalano inoltre:

  • indicazione in interl. di altri passi del testo (es. c. m3v) o rimando ad altri passi del testo (es. c. i7r).
  • richiamo ad altri autori (es. c. p8r: Varrone, De re rustica).
  • riassunto di passi del testo impostato in modo che le idee chiave più importanti siano precedute schematicamente da un numero (es. c. l4r).
  • indicazione nota con lettere capitali sovrapposte (es. c. q5r).

 

Inchiostro bruno

Da segnalare questi elementi:

  • notabilia, anche se più sporadici (es. c. c4r).
  • rimando ad altri passi del testo, spesso affiancato a notabilia in inchiostro rosso (es. c. c6r).
  • rimando ad altri autori o copiatura di brevi passi di altri autori (es. c. i2r: Virgilio; c. i3r: Svetonio; cc. k1v-k2r: Marziale; c. k2v: Columella, Marziale; c. l7r: Varrone; c. L2v: Catullo).

 

D. Trascrizione

Testo

c. h5r [60r num. mod.]

[Plin. VII 83-84]

Nos quoq(ue) vidimus Athanatum no(m)i(n)e p(ro)digiosae ostentationis q(ui)nquagenario thorace plu(m)beo indutum coturnisq(ue) q(ui)nge(n)tor(um) po(n)do calciatum p(er) scenam ingredi. C. Milone(m) athletam, cum co(n)stitiss(et), nemo vestigio educebat, malum tene(n)ti nemo digytum corrigebat. Cocurrisse mille ce(n)tum lx stadia ab Athenis Lacedemone(m) biduo Philippide(m) magnum erat, donec Canistius cursor Lacedemonius (et) Philonides Alexa(n)dri Magni a sytione Helyn uno die mcccii stadia cucurrerunt.

Postilla

 

 

 

 

m.e., inch. rosso: C. Milo

inch. bruno: Strabo L(ibro) vi° de eodem hęc loq(ui)t(ur): “Fama est / colu(m)na quandoq(ue) in philosophor(um) contubernio labora(n)te / Milone(m) subeunte(m) salvos reddidisse universos deindeq(ue) / se ipsu(m) extraxisse". Solinus de homine: / "Milone(m) q(uo)q(ue) Crotoniensem feru(n)t egisse o(mn)ia supra q(uam) / homo valet, de quo (et) hoc prodit(ur) q(uod) ictu nudae / manus taur(um) fecit victima(m), eum solidu(m) qua / mactaverat die absumpsit". [Solin. 1, 76]

[La citazione da Strabone è tratta dal volgarizzamento di Guarino Veronese, esaminato nell’edizione Venezia, Giovanni Rosso, 28 i 1494, c. i4r (lii num. a stampa)]

 

Fotografia c. h5r [60r num. mod.]

 

E. Identificazione del postillatore e eventuale bibliografia essenziale

 

 

SEZIONE "POSTILLE" (per ogni singola mano) / mano 2

 

A1. Strumento di scrittura

Lapis

 

Penna

x

Biro

 

Altro

 

A2. Inchiostro

Bruno chiaro

Bruno chiaro tendente all’ocra.

Bruno scuro

 

Nero

 

Rosso

x

Grigio

 

Altro

 

 

A3. Lingua

Gr.

x

Lat.

x

Volg.

 

Altro

 

A4. Datazione

Sec. xv-xvi. La mano è posteriore alla 1, come emerge dalla nota a c. c2r, in cui la mano 2, nella riga sottostante a un notabile della mano 1 su Pitagora Samio, indica il tempo in cui visse seguito da un rimando a Eusebio. Si veda anche l’intervento a c. e6r: la mano 1 segnala il notabile Bizantiu(m) e la mano 2 aggiunge di seguito: quę nu(n)c Constantinopolis; si veda inoltre l’intervento a c. e7r: la mano 1 inserisce il notabile Pypile, che la mano 2 corregge in Pyrpile, aggiungendo di seguito: ubi ignis p(ri)mu(m) rep(er)tus. Interessante la disposizione sul foglio della nota a c. f4v: la mano 1 appone il notabile Dinocrathes archict(ectus) e la mano 2 pone, a destra del notabile, la parola Quomodo e alla sua sinistra la parola id, proseguendo, alla riga sottostante, con: fecerit declarat Vitruvius in / Proemio 2 libri de Architect(ura).

 

B. Posizionamento

Interlinea

 

Corpo del testo

x

Margini

a. esterno x

b. interno x

c. superiore

d. inferiore

Interfolii

 

Carte aggiunte

a. all'inizio

b. in fine

Carte di guardia

Risguardi

 

C1. Quantità

Fitte

 

Limitate

x

Rare

 

 

C2. Distribuzione

Integralmente postillato

x

Postillato limitatamente

ad alcune sedi

 

Scarsamente postillato

 

 

C3. Tipologia

Collazione

Segnalazione di altre lezioni in m., preceduta dalla sigla al (es. c. a4v: al Flexibula); in alcuni casi la segnalazione è legata al rimando a un altro autore (es. c. h4r: Valerio Massimo).

Emendazione

Emendazione di alcune parole errate nel corpo del testo (es. cc. a3r, d4r) o di alcune lezioni errate nel m. (es. c. a4r). In alcuni casi l’emendazione viene spiegata (es. c. a9r: in m. alla parola Sarsenis la mano scrive: Sasernis: duo (enim) fuerunt, pater et / filius). Forse di questa mano anche l’inserzione di una parola greca in uno spazio bianco di una riga del testo a c. i5r.

Commento

Uno sporadico commento critico in margine al testo di Tertulliano (c. a3r: Haec non sunt dicta de hoc Plinio, sed / de eius nepote, qui epistolas scripsit; / hic autem obiit temporibus Titi Vespas(ia)ni).

Commento al testo con richiamo ad altri autori (es. c. a3r: Hic aut(em) mons conflagravit tempori[bus] / Titi Vesp(asia)ni, ut auctor e(st) Sveton(ius); c. L3v: Licet suspicari in loco deceptu(m) / esse Pliniu(m) ex verbis Luciani Gręci / auctoris in fine operis q(uo)d inscribit(ur) / quomodo oporteat scribere historia(m). Il richiamo ad altri autori č piuttosto frequente (es. c. c4v: Seneca; c. e8r: Pomponio Mela; c. f1r: Girolamo; c. f4v: Vitruvio; c. f5r: Girolamo; c. h7r: Vitruvio, Gellio; c. h8r: Plutarco, Cicerone; c. n7r: Eusebio; c. o6v: Silio Italico; c. &4r: Omero).

Note linguistiche

Qualche sporadica nota linguistica (es. c. d8v: cfr. trascrizione; c. f4r: "Dispescens", i(dest) "dividens", a v(er)bo "dispesco –scis", / q(uo)d "dividere" et "disterminare" sig(nifica)t, / quo et(iam) utit(ur) Apuleius).

Qualche rara nota etimologica (es. c. u4r: “Pneuma” d(icitu)r “spiritus”, inde pneumatica / organa fistulę quę vi spiritus aquam / trahunt).

Disegni o diagrammi

 

Altro

Notabilia piuttosto numerosi (es. cc. a6r, e2r, e3r, e4r).

Rimando ad altri passi del testo (es. c. e7v).

Un notabile è scritto su una striscia di carta incollata sul foglio (c. s7v).

Tutti gli interventi segnalati sono in inchiostro bruno; in inchiostro rosso si ha solo l’inserzione di qualche sporadico notabile oltre a quelli inseriti dalla mano 1 (es. cc. d7r, d7v, e2v).

 

D. Trascrizione

Testo

c. d8v [31v num. mod.]

[Plin. III 79]

[…] Galliae autem hi(n)c ora i(n) Rhodani hostio Metina, mox quae Blasconus vocatur, (et) Stechades a vicinis Massilie(n)sibus dictae p(ro)pter ordinem quo sitae su(n)t. Eru(n)t no(m)i(n)a singulis Prote, Mese, quae (et) Po(m)poniana vocatur, tertia Hype […]

Postilla

 

 

 

 

 

Stechades] Ù segno di richiamo Ù

m.e.: segno di richiamo seguito da: Alii ab "stoichi", q(ui) est elementu(m), dici volunt, / q(ui)a p(er) diphthongon p(ri)ma semp(er) scribit(ur). Nam, / si ab ordine erit sine diphthongo, ab "stichi", / q(uo)d "ordine(m)" sig(nificat)

 

Fotografia c. d8v [31v num. mod.]

 

E. Identificazione del postillatore e eventuale bibliografia essenziale